J’Accuse del 5 febbraio 2026 il Decreto "stretta sulla sicurezza" tra propaganda e flagrante incostituzionalità
J’Accuse del 5 febbraio 2026 il Decreto "la stretta sulla sicurezza" tra propaganda e flagrante incostituzionalità
Già nel precedente Decreto sulla sicurezza dell'anno passato, convertito in legge dal parlamento nazionale
è stata adottata una norma palesemente in contrasto con lo stato di diritto e
la democrazia. Si è trattato di una disposizione passata probabilmente inavvertita
dal Capo dello Stato, o forse tollerata ma in maniera non condivisile: vale
a dire la possibilità che i servizi segreti, su autorizzazione del Presidente
del Consiglio, siano non punibili per i seguenti reati: direzione e
organizzazione di associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale
o di eversione dell'ordinamento democratico, fabbricazione, acquisto o
detenzione di materiali esplodenti al fine di attentati alla pubblica
incolumità. Queste norme sono già operative, in attesa della conversione in
legge.
Oggi dopo gli incresciosi fatti di Torino, in seguito alla decisione di far
sgomberare lo storico Centro Askatasuna,
occupato sin dal 1996 e noto per essere uno degli ultimi fortini
dell'Autonomia, il governo di Giorgia Meloni ha deciso un nuovo pacchetto
sicuritario, finalizzato, secondo il medesimo, a risolvere i problemi relativi ai disordini connessi con la libertà di
manifestazione, di parola e di pensiero nel nostro paese, affidando così ampi
poteri alle forze dell’ordine nella fase preventiva e repressiva delle
manifestazioni. In concreto si tratta di due istituti usati solitamente nelle
dittature ovvero nelle democrazie delle banane: il fermo preventivo di 12
ore che viene deciso in modo arbitrario dagli agenti, cioè ti arresto perché
ritengo tu sia un pericolo per l’ordine pubblico senza aver commesso un reato.
In secondo luogo lo scudo penale agli operatori della sicurezza che è
stato probabilmente ispirato dall’ICE, a cui Trump ha conferito l’impunibilità
nell’esercizio delle sue funzioni di polizia federale anti-migranti illegali,
ma che rappresenta nel nostro ordinamento giuridico una chiara violazione delle
leggi nazionali e le norme costituzionali in materia di tutela della vita, della libertà e dell’eguaglianza davanti alla
legge. In USA, abbiamo visto quello che hanno fatto gli agenti federali:
omicidi di persone inermi che protestavano in maniera pacifica, coperti dallo
scudo del Presidente, senza conseguenze per gli autori. E’ una vergogna per la
più grande democrazia occidentale. Sia l’arresto preventivo di 12 ore che lo
scudo sono stati respinti dal presidente Mattarella per la loro
incostituzionalità. Ma la domanda che noi come cittadini poniamo: Meloni e chi
per lei al governo non ha il metro giuridico per capire che questi istituti
sono incostituzionali? Perché si fanno dei decreti giusto per dimostrare al paese
che queste Estreme destre hanno a cuore i problemi della sicurezza? Semmai
questo governo deve pensare a far sgomberare a Casapound l’edificio occupato a
Roma? Ma il pastore che pensa che il gregge non sia uguale è simile a quel
miope che confonde le questioni urgenti con quelle propagandistiche. L’attacco
ai centri sociali è un segnale grave e una sonnette d’allarme che in questo
paese si sta costruendo un regime di estrema destra con politiche repressive,
riforme anticostituzionali, decreti di propaganda, occupazione degli spazi
pubblici mediatici, economici e politici… Siamo di fronte ad un attentato allo
stato di diritto.
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