J’Accuse del venerdì 6 febbraio 2026 l’alibi della sicurezza nel processo di costruzione del reigime di destra

 

J’Accuse del venerdì 6 febbraio 2026 l’alibi della sicurezza nel processo di costruzione del reigime di destra

 




Le abbiamo viste tutte le riforme attuate, in corso e in cantiere di questa compagine governativa. Tutto ci dice chiaramente che il fossato tra libertà e tirannide, tra democrazia plurale e regime totalitario si accresce man mano che vengono introdotte nuove leggi, nuovi reati e nuove modifiche costituzionali. Perciò ogni alibi è buono anche se ricercato ad arte e in maniera sottile per servire alla propaganda e ai nuovi decreti. Persino l’idea di cancellare i Centri Sociali, come spazi di libertà, diversità culturale e politica, è alla base di questo scontro tra Estrema destra al governo e chi resiste e non si rassegna davanti ad uno stato intollerante e repressivo. La chiusura dei due Centri Sociali di Milano e di Torino ( Leoncavallo e Askatasuna) non era una priorità né una soluzione ai problemi sociali, politici, culturali e securitari posti dalla loro esistenza. Anzi, la stessa guerra proclamata contro di essi denota il clima politico e ideologico malsano che connota questa compagine governativa. Direi in poche parole e con molto rammarico che è mancata la ricerca del dialogo e soprattutto la volontà di aprire un nuovo capitolo di dialogo e di valorizzazione delle diversità politiche, culturali ed etniche nel nostro. Ma lo sappiamo già che l’attuale maggioranza ha una visione limitata e limitante anche nella scrittura dei decreti e nell’approccio ai problemi del paese. Fatica il nostro Presidente nel sottolineare ogni volta gli aspetti incostituzionali e incongruenti di questi provvedimenti che snaturano la democrazia per la quale hanno combattuto i nostri nonni e i partigiani. Oggigiorno, sono gli eredi degli sconfitti a riscrivere la storia, a connotare negativamente la nostra identità politica e culturale e lo fanno in maniera disinvolta e spudorata, usando appunto l’alibi del ritorno al terrorismo, alle Brigate Rosse, così come ha affermato il Ministro della Giustizia. Ma quale Brigate Rosse? Vi siete scordati del terrorismo nero, del periodo delle stragi di matrice fascista? Di questa cultura fascista che si tramanda di generazione in generazione e che rappresenta una sfida per la stessa esistenza dello stato di diritto nel nostro paese, rappresenta da quella galassia di Centro e movimenti che hanno presentato l’iniziativa di legge popolare sulla Remigrazione? Tutto questo non basta per capire che la società civile, i partiti Centro sinistra, se esistono ancora, sono tenuti a rispondere con tutti gli strumenti e le procedure previsti per inasprire l’opposizione a questo governo, che alla fine rappresenta solo la sua parte politica e non il paese Italia nella sua grande tradizione liberale, socialista e democratica. Meloni, ieri, nel presentare il suo Decreto sulla stretta alla sicurezza ha dichiarato: “ora saremo più duri, basta giudici doppio pesisti” . Questo suo pensiero basta a farci capire la natura propagandistica del decreto e della stessa riforma sulla giustizia che rappresenta un vero attacco al potere e all’autonomia della magistratura in Italia. Italiani, svegliatevi!

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