J’Accuse del 4 febbraio sulla rielezione di Mattarella come presidente della repubblica italiana- Crisi profonda dei partiti. O riforme serie o il diluvio universale.

 

J’Accuse del 4 febbraio sulla rielezione di Mattarella come presidente della repubblica italiana

 


Il mio J'Accuse in diretta Facebook:



Un presidente come Mattarella che ha compiuto ottant'anni: ha dichiarato ripetutamente alla stampa e davanti al paese che non vuole essere rieletto per un altro settennato, lunghissimo data la sua età, e innaturale, in quanto non sappiamo cosa può capitare da qui a sette anni. Insomma la sua rielezione è stata un vero disastro politico e istituzionale al quale abbiamo assistito. Questa classe politica delegittimata e svuotata da ogni ragione e consenso non sa più a quale santo rivolgersi per evitare la bancarotta finanziaria e istituzionale del paese. E’ chiaro però che in questa situazione c’è anche la responsabilità dello stesso presidente Mattarella, il quale doveva essere chiaro fin dal fallimento dei due governi gialloverde e giallorosso. Era chiarissimo a lui lo scenario politico quando egli ha chiamato il signor Draghi per guidare il governo di “salvezza nazionale”, in un momento grave e drammatico per il paese. Questa scelta, vale a dire, il proseguo dell’attuale legislatura, doveva essere condizionato al varo di una legge elettorale che eviti al paese la grave instabilità politica che lo caratterizza. Invece, pur di tirare a campare, dedicando tutte le attenzioni agli aspetti finanziari e sanitari, si è trascurato quello che doveva avere la massima attenzione e urgenza. L’approvazione di una nuova legge elettorale è un fatto ineluttabile e paritario, al quale questa classe politica si sta sottraendo con tutte le motivazioni di carattere politico, ideologico e meramente egoistico, mandando il paese allo sfascio. Proprio la mancanza di una maggioranza politica in parlamento ha determinato questo caos. Il presidente Mattarella lo sapeva e non poteva non saperlo. Probabilmente, sapeva anche che nessuna minoranza in parlamento sarebbe stata in grado di eleggere il nuovo presidente. Era lui l’ago della bilancia, perché questo parlamento doveva essere sciolto quando lo si poteva fare. Ma questa stessa grave responsabilità ricade anche sui segretari dei partiti che non vogliono appunto cambiare la legge elettorale e continuare a porre i veti sui sistemi elettorali maggioritario, proporzionale con sbarramento, ecc…

Ovviamente questa profonda divisione dei partiti, nonché l’aspro scontro che connota le arene riflette quella profonda crisi eticopolitica a cui assistiamo. La gente è nauseata e impotente. Gli italiani rimangono in balia di queste tensioni e sono più rassegnati che arrabbiati- Quando verrà il tempo delle rivolte e le barricate?-Non si sentono rappresentati da attori politici messi lì da segretari di partito, a loro volta, trombati da altre congiure. Gli stessi rappresentati, che sono gli italiani, non hanno nessun legame né ricevono le rendicontazioni, dei loro rappresentanti, che spesso cambiano casacche e partito, offrendosi al miglior offerente. In breve è uno schifo. Vedete com’è urgente il varo di una legge elettorale?

Mi è capitato in questi giorni di citare la Meloni nei miei J’Accuse in diretta Facebook. Sinceramente mi sembra che il capo dei Fratelli d’Italia, pur non condividendo la sua storia e le sue idee, è l’unica ad aver capito e riferito sulla gravità della situazione che ha visto rieleggere Mattarella. " Gli italiani non sono rappresentati!
E’ chiaro come la stessa leader ho detto: hanno barattato qualche mese di legislatura per una rielezione di un uomo che non la voleva. Più che un fallimento, è stata una dimostrazione d’incapacità politica. Se il cosiddetto PNRR deve essere gestito con queste logiche di lottizzazione, peraltro al pari della stessa legge elettorale in cantiere, possiamo già capire di che colore sarà il nostro futuro…

Chi lo sa? forse si voleva evitare le elezioni perché si sa già che il paese finirà proprio nelle mani della Meloni, dato che tutti i sondaggi la stanno dando come il promo partito d'Italia, cosa che l'Unione Europa non vuole, la Francia non gradirà, per non parlare di Comunità ebraica e mercati finanziari. Ma la democrazia ha un prezzo caro: rispettare le regole e i diritti dei cittadini e delle minoranze. Ai Fratelli d'Italia la scelta di riformare il loro campo per non dare giustificazioni politiche o storiche ai loro nemici politici. Avete nel vostro patrimonio la svolta di Fiuggi. A voi la scelta....

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