Nota del venerdì 8 aprile 2022 sull’opzione non più remota dell’uso delle armi nucleari nel conflitto ucraino

 

Nota del venerdì 8 aprile 2022 sull’opzione non più remota dell’uso delle armi nucleari nel conflitto ucraino




Finché Zelensky non si darà una calmata e finché il suo esercito verrà usato dalla Nato per logorare l'armata russa, l'opzione dell'uso delle armi nucleari rimane sul tappetto per dare la svolta al conflitto. L’esclusione a priori della via diplomatica e la sciagurata richiesta dell’invio delle armi e delle sanzioni economiche, in qualche maniera, stanno portando proprio ad un vicolo cieco dal quale ci troveremo probabilmente in quel temibile punto di non ritorno. Scongiurare questa prospettiva significa oggi cercare ogni confronto leale e sincero con Mosca sulle possibili vie per fermare la guerra. Se tornassimo indietro ed analizzassimo una delle principali richieste della Russia: quella relativa ad un nuovo assetto della sicurezza in Europa, quello che possiamo capire dal rifiuto categorico di Washington- e della sua Nato- nel vedere o per lo meno esaminare le possibili soluzioni o accordi che avrebbero evitato la guerra, ci rendiamo conto appunto della distanza che divide le due parti. La fermezza con la quale si è risposto alla Russia dopo il suo intervento in Ucraina la dice lunga sulla posta in gioco o l’idea folle che sta alla base della linea politica adottata dai paesi occidentali nei confronti di Mosca, ivi compresa quella del nostro paese che si è allineato in maniera deleteria e controproducente, tradendo la sua tradizionale vocazione di paese mediatore. Vorrei terminare questo j’accuse con una frase attinta dal mio romanzo prossimo ad uscire: “Le sponde lasciate non torneranno mai più e quelle che arriveranno sono insidiose”. Siamo giunti ad un punto nel quale oramai si sono già rotte le speranze di coloro che sono stati sacrificati alla linea del rigore e della ragion di stato. Le immani distruzioni e le perdite umane sono il segnale di un impazzimento generale per cui la ragione lasciata non tornerà mai ad illuminare il nostro sentiero. Gli orizzonti che verranno saranno grigi e fumosi.

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