J’Accuse el venerdì 28 novembre 2025, la corsa al riarmo tra rischi e incoerenze. L’Europa ottocentesca ritorna a noi con i suoi orribili nazionalismi. Il rinascente pericolo tedesco
J’Accuse el venerdì 28
novembre 2025, la corsa al riarmo tra rischi e incoerenze. L’Europa
ottocentesca ritorna a noi con i suoi orribili nazionalismi. Il rinascente pericolo tedesco
Max Papeschi Heil America
In una delle ultime puntate di Piazza Pulita, programma di approfondimento delle
notizie e di confronto tra i protagonisti della cultura, politica e giornalismo
il prof Jeffrey Sachs, eminente storico dell’Università di Columbia ha
sostenuto che egli stesso è stato testimone sul terreno a Kiev, nell’anno
cruciale del 2014, di casi di corruzione di funzionari ucraini che hanno ammesso
a lui che avevano preso migliaia di dollari ciascuno per sollevarsi contro il regime
filorusso di Viktor Yanukovich, per la
riuscita della cosiddetta rivoluzione democratica guidata dalle orde di
mercenarie con i loro bastonati e armi forniti dai paesi occidentali. A queste
affermazioni di un professore americano doc, uomo di cultura e di storia, riconosciuto
a livello internazionale, ha risposto uno dei più mediocri e arrivisti dei
politici italiani che era presente, e non dico il suo nome perché non voglio
nemmeno che venga pronunciato nel mio articolo, sbugiardando il povero Sachs
che se l’è presa per questa ennesima ciarlataneria che mira a seppellire la verità
e a far trionfare un falso concetto, oramai sconfitto, sia dalla guerra stessa
scoppiata a seguito del 2014 contro le minoranze russofone del Donbass, sia a
quella del 2022 in risposta alla guerra genocida contro la stessa minoranza
russa, con il quale l’occidente ha motivato il sostegno al regime di Kiev e
vale a dire : “ la grande difesa dei nostri valori di libertà dei popoli”. Che
contraddizione! Questa stessa ostinazione con la quale il neoimperialismo
occidentale, mai dissolto, cerca di farsi strada in paesi sfuggiti al suo
controllo per via di processi storici novecenteschi, ossia che non hanno mai
fatto parte di quella sfera di paesi sottomessi al suo sfruttamento intensivo
come lo sono stati gli altri continenti Asia, Africa e Sud America, la dice
lunga sulla sua costante fibrillazione che si riflette nelle decisioni dei
governi in carica, ansiosi di garantire armi e sostegno politico, diplomatico e
militare a Kiev e disinteressati del malcontento crescente e aggiungerei della
disapprovazione dei loro rispettivi popoli al proseguo di questo sperpero di
risorse finanziarie e d’energie per non parlare dei pericolosi rischi e minacce
qualora si arrivasse ad un guerra diretta contro la Russia. Questo processo di
propaganda a sostegno della tesi che noi appunto difendiamo “ inostri amati
valori di libertà e di democrazia”, non è stato solo sbugiardato dal prof. Sachs,
il quale a diversità di quel mediocre politico italiano non ha nessun interesse
a lucrare qualcosa dalle sue affermazioni, ma anche dalla stessa guerra mossa
da Israele contro i Gazaoui dove l’occidente ha fornito per ben lunghi anni
armi, sostegno morale, diplomatico, politico allo stato genocida d’Israele.
Dove l’Italia e la Germania, dopo gli USA sono stati i maggiori fornitori d’armi
per questa carneficina. Si capisce ora che i milioni di dollari dati ai funzionari,
ai plebei ucraini per fare la finta rivoluzione erano finalizzati a colonizzare
il loro paese. Sachs rovescia la verità ufficiale, una verità che i miei J’Accuse
avevano sin dal 2014 difeso e sostenuto: la guerra in Ucraina non doveva mai
scoppiare se gli occidentali non avessero tramato contro gli stessi ucraini
corrotti al fine di consentire alla Nato e all’UE di prendersi il loro paese e
di avvinare la trincea del confronto con la Russia proprio ai confini russo ucraini.
Lo aveva sempre affermato il presidente Putin sin dagli anni 2000: siate
lontani dalla nostra frontiera. La Nato e la sua espansione verso est è un
pericolo che non possiamo tollerare. La questione metteva sotto accusa il
modello di sicurezza scelto per garantirla e certamente l’allargamento della
Nato non era una soluzione, ma lo era un nuovo patto sulla sicurezza che
coinvolgesse anche la Russia.
Oggigiorno assistiamo a questa cora verso il riarmo. Se i padri fondatori
dell’Unione europea tornassero tra di noi piangerebbero lacrime e sangue,
perché il ritorno alle armi e ai servizi di leva è il risveglio del nazionalismo
e il nazionalismo è la guerra, come diceva François Mitterrand, ex presidente
socialista francese del secolo passato. Il patto di Ventotene sul quale è stata
concepita e sviluppata un’Europa pacifica e pacificatrice è saltato con la
vicenda della guerra ucraina, perché sono riaffiorati le idee e le menti
malsane che stanno portando questo processo al suo estremo con il ritorno dell’attuale
Unione agli squilibri e ai pericoli geopolitici del novecento è il primo tra i
quali è il riamo tedesco. In questo riarmo si cova inevitabilmente lo scoppio
di una guerra non solo contro la Russia ma contro la Francia e conro lo stesso
spirito democratico, direi di Ventotene, ma aggiungerei della stessa sconfitta
subita dei regimi nazifascisti nella seconda guerra mondiale. La Germania è
legata ancora ai trattati della fine della guerra e se oggi Parigi, Washington
e Londra sono indaffarati e attratti da altre questioni e sono nella confusione
e nel caos, questa questione li sfugge e con essa un altro pericolo che il
mondo dovrà fronteggiare prima o poi. Sbagliano, quindi, gli americani di
Trump, che oggi si sono convertiti al commercio delle armi e delle tutele e che
sono ancora presenti militarmente in Europa a trascurare questo aspetto, a
causa dei pericoli inventati, esacerbati e propagandati di una minaccia russa
che incombe sulla testa degli europei. Purtroppo la maledizione della vicenda
ucraina rischia di riverberarsi contro gli europei come un boomerang e lo dico
finendo la mia analisi: è ora di agire per impedire che ciò accada! E questo
vale sia per i popoli occidentali che per la grande Russia.
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