J’Accuse del 9 gennaio ’26 sulla coerenza discorsiva e la morale dalla potenza alla debolezza.

 J’Accuse del 9 gennaio ’26 sulla coerenza discorsiva e la morale; dalla potenza alla debolezza. L'Eta della violenza e delle prevaricazioni delle pseudodemocrazie


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Se come disse il filosofo tedesco kant che la morale è un fatto intrinseco e dipende sempre dai valori e dallo steso rispetto del creato e, in generale del mondo, che ci circonda, formulando questa teoria nella sua celeberrima frase: la morale e dentro di me e il cielo costellato è sopra di me”, oggi giorno noi assistiamo ad una competizione tra attori globali in cui ciascuno ha un suo riferimento valoriale ed etico che giustifica la sua potenza e le sue imprese di espansione. In questo contesto si moltiplicano le guerre e le tragedie dove le vecchie potenze non vogliono cedere a quelle emergenti o in risveglio le conquiste fatte in questi decenni e in particolare dal secondo dopo guerra. In questo contesto s’inseriscono i tentativi degli USA di mantenere sotto il suo controllo le fonti energetiche petrolifere, minerali e terre rare che essi si trovino in Medio oriente, in Africa, in Asia (vedere l’accanimento con cui difendono l’indipendenza dell’isola di Taiwan nonostante sia stata cinese nei secoli passati) o in centro e sud America dove l’amministrazione Trump ha appena compiuto il 3 gennaio un’operazione illegale da tutti i punti di vista, sequestrando il Capo dello stato del Venezuela Nicolas Maduro, accusandolo, peraltro, d’essere a capo di un’organizzazione di traffici di droga, roba da “fantascienza”. Il problema oggi nelle relazioni internazionali è che la violazione reiterata e continua da parte degli Stati Uniti d’America dei suoi alleati in Europa e in Medio oriente (Israele) ponendosi al disopra del sistema giuridico valoriale rappresentato dalla Carta delle nazioni Unite e da tutte le convenzioni in materia di rispetto dei diritti umani e delle libertà degli individui e della medesima sovranità degli stati sta vanificando lo stesso diritto internazionale e introducendo il caos e l’incertezza nel mondo. E allora in mancanza di una morale adottata e rispettata da tutti, ci affacciamo su un’epoca del subbuglio e l’obbrobrio rappresentata dai genocidi impuniti come quello commesso da Israele ai danni dei palestinesi di Gaza e dalle aggressioni come quelle perpetrate contro l’Iraq, l’Afganistan, la Libia e la Siria con lo scopo di mettere mano sulle loro risorse petrolifere necessarie per continuare a sostenere e pompare dollari per un’economia americana che mantiene il suo impero e le guerre funzionali alla sua sopravvivenza  con una ricchezza non generata dagli americani, ma acquisita con accordi imposti d protezione, con dazi e tasse a carattere illiberale e protezionistico e con vendite di armi e tecnologie inutili e dannosi per l’umanità e il progresso pacifico delle nazioni. Insomma, l’uso della forza e il cambiamento dei governi con le manipolazioni come quelle che abbiamo visto a Caracas sono la fine del diritto internazionale e delle stesse nazioni Unite e rappresentano anche e soprattutto il sintomo di un impero malato e confuso che pensa di controllare il mondo con la forza militare e la tecnologia spaziale e informatica, ma è anche l’atto simbolico di quando la potenza perde quel lume con cui essa diventa un male assoluto sia per sé stessa sia per il suo vicinato e il mondo intero. La potenza senza il rispetto della morale è un pericolo costante e deve chiamare tutti gli attori globali a modulare una risposta adeguata affinché le stelle come diceva Kant ritornino ad illuminare il nostro mondo. Se si spengono anche le stelle, piomberemo tutti nel buio della tirannide e delle prevaricazioni e i progetti di conquista di Trump sono un segnale d’allarme per tutte le nazioni e per le stesse istituzioni democratiche del suo paese. Un sistema democratico non può non fondarsi sui contrappesi e su un logico e giusto bilanciamento dei poteri che lo compongono. 


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