J’Accuse della domenica 4
gennaio 2026 sull’aggressione americana contro il Venezuela
Ovviamente ci sono buone e cattive invasioni. Quelle che fanno gli
americani e i loro alleati sono da considerarsi legittime e difensive, come ha
dichiarato la nostra Presidentessa del Consiglio, dando un bel calcio alla nostra
Costituzione Repubblicana che non avvalla le azioni belliche d’aggressione non
in linea con il diritto internazionale e il rispetto della sovranità dei paesi
membri della Comunità delle Nazioni Unite. Però sappiamo bene quanto siano
vuote e di circostanza tali dichiarazioni se si considerano il peso e l’autorevolezza
dei paesi che lo fanno. Il nostro stesso paese è colonizzato dagli americani
che volente o nolente condizionano la nostra politica nazionale e i suoi
presidenti del consiglio siano di destra o di sinistra, ma quello che fa oggi
Giorgia Meloni ha superato tutti i record in termini di subalternità e di
mancanza di una propria identità politica, cosa che aveva fatto negli anni,
allorché la medesima era all’opposizione, con un suo discorso
distintivo e falsamente innovatore rispeto a tutti gli attori politici al governo del paese.
Si vede che le stanze del potere a palazzo Chigi hanno pareti e finestre che
guardano non sul popolo governato ma su quelli di canali e frequenze che non
hanno nulla a che fare con la democrazia e il buon governo. Torniamo a Maduro!
Il povero, si dice che sia stato tradito da uno dei suoi che lo ha venduto agli
yankee. Succede sempre così! La fanno sempre franca con la loro arroganza e le
scorribande con le quali ci hanno abituato per sistemare le questioni che
riguardano i loro interessi petroliferi, strategici e sicuritari. Ma quando gli
americani parlano di sicurezza nazionale bisogna stare attenti, perché la cosa
potrebbe puzzare molto, così come il fatto che loro sono convinti che Maduro
sia al vertice di un’organizzazione di narcotrafficanti! Roba da film hollywoodiano.
Ma qui sia i testi recitati, sia la regia sono precisi, studiati in ogni
dettaglio, in ogni immagine trasmessa e in ogni gesto per quanto sia menzognero
e sfacciato. Maduro catturato viene fatto vedete ammanettato con sua moglie in
una nave al largo del Venezuela, poi mentre scende da un aereo all’aeroporto di
New York circondato da decine di agenti. Il pollo è stato preso con il suo
tesoro e i suoi segreti. Trump ribadisce davanti alle tivù che l’azione è legittima
e che non serviva un’approvazione del Senato per quell’intervento che secondo
lui è una mera operazione di polizia per fermare un narcotrafficante. Insomma,
si è detto tutto. Non serve nulla, perché tutto è stato fatto ed è stata una
delle operazioni più moderne e sofisticate delle forze speciali americane,
chiamate Delta. Trump aggiunge che il Venezuela ora è americano e il suo
destino è nelle mani della Casa Bianca, ma a Caracas la Vice Presidente, appena
insediata dopo la sua investitura dalla Corte Suprema condanna l’intervento
americano e reclama la liberazione di Maduro in un contesto di sdegno e di
confusione che connota il paese centramericano. Reggerà quel che rimane del
Madurismo? Questa è la domanda che ci stiamo chiedendo. Sul piano
internazionale la Cina e la Russia condannano l’aggressione, ma entrambe sanno
che le forze speciali Delta possono intervenire sia a Pechino o a Mosca o
altrove e prima o poi toccherà a loro e ai loro interessi e l’inerzia davanti
alle violazioni del diritto internazionale non giova a nessuno e men che meno
agli stessi americani che ora dopo l’aggressione al Venezuela possono aspettarsi
qualunque azione simile e simmetrica da parte della Russia o di pecchino o di
qualche altro paese deciso a regolare i contenziosi in corso con gli altri
paesi con la stessa logica prevaricatrice. Ma ad ogni modo vi sono azioni e
azioni, la questione del recupero di Taiwan da parte della Cina è più che
legittima poiché questo paese è stato creato dagli americani in funzione
anticinese, mentre l’annessione del Donbass e della Crimea da parte della Russia
sono fatti che riguardano degli equilibri geopolitici ben noti a tutti. Lì le
frontiere sono artifiziose e non sarebbero mai stati teatri di guerre fratricide
se gli europei e gli americani non avessero tramato contro quelle nazioni. Che
il Tycoon Trump, elevato oggi dai suoi come un profeta o come un Re al di sopra
della legge abbia deciso di sottomettere l’America centrale e del Sud all’egemonia
yankee come è stato già affermato oltre un secolo fa dalla dottrina Monroe
questo la dice lunga sulle mire egemoniche poco chiare e democratiche della
Casa Bianca. Quel che ci coglie al presente è un sentimento di rabbia e di
sdegno, perché sentiamo che siamo presi in girò da un leadership mondiale criminale,
servile e incapace. Attenderemo gli sviluppi della situazione con ansia e
passione. Quello a cui abbiamo assistito non è l’avvento della libertà ma l’inizio
del caos.
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