J’Accuse della domenica 4 gennaio 2026 sull’aggressione americana contro il Venezuela

 

J’Accuse della domenica 4 gennaio 2026 sull’aggressione americana contro il Venezuela

 

Il comandante Chavez


Premessa:

l'aggressione al Venezuela e il sequestro del suo presidente rappresentano l'ennesimo capitolo di prevaricazione contro gli stati sovrani con finalità imperialistiche criminali e destabilizzanti. E' un vero e proprio banditismo che mira a ripristina un'egemonia americana al capolinea. Questa vicenda, però, come ha sottolineato un eminente analista, mette alla prova non solo Washington che non può fallire davanti al mondo, ma anche Cina e Russia, paesi leader degli Stati BRICS che già operano affinché fallisca tale impresa sia a livello politico, finanziario e militare

 L'aiuto offerto al governo legittimo di Caracas per far fronte ai ricatti e alle minacce americane è fondamentale. Staremo a vedere come andrà ad evolvere la situazione all'interno del paese sudamericano. Ma non sarà affatto facile prendere il controllo delle risorse petrolifere del paese e di smerciare quest'ultimo con gli strumenti e i canali già in uso. Le prossime settimane ci riveleranno se il declino dell'America è cominciato con quest'operazione o se al contrario tutta questa vicenda è l'inizio di un'era di violazioni e di riassesti degli equilibri internazionali che potrà sfociare nel caos globale. Di fatto la vicenda venezuelana rivela una verità assoluta: l'America ha tradito sé stessa e le stesse regole del diritto internazionale e non potrà mai affermare di essere depositaria di legittimità a difenderlo nel mondo. 


Ovviamente ci sono buone e cattive invasioni. Quelle che fanno gli americani e i loro alleati sono da considerarsi legittime e difensive, come ha dichiarato la nostra Presidentessa del Consiglio, dando un bel calcio alla nostra Costituzione Repubblicana che non avvalla le azioni belliche d’aggressione non in linea con il diritto internazionale e il rispetto della sovranità dei paesi membri della Comunità delle Nazioni Unite. Però sappiamo bene quanto siano vuote e di circostanza tali dichiarazioni se si considerano il peso e l’autorevolezza dei paesi che lo fanno. Il nostro stesso paese è colonizzato dagli americani che volente o nolente condizionano la nostra politica nazionale e i suoi presidenti del consiglio siano di destra o di sinistra, ma quello che fa oggi Giorgia Meloni ha superato tutti i record in termini di subalternità e di mancanza di una propria identità politica, cosa che aveva fatto negli anni, allorché la medesima era all’opposizione, con un suo discorso distintivo e falsamente innovatore rispeto a tutti gli attori politici al governo del paese. Si vede che le stanze del potere a palazzo Chigi hanno pareti e finestre che guardano non sul popolo governato ma su quelli di canali e frequenze che non hanno nulla a che fare con la democrazia e il buon governo. Torniamo a Maduro! Il povero, si dice che sia stato tradito da uno dei suoi che lo ha venduto agli yankee. Succede sempre così! La fanno sempre franca con la loro arroganza e le scorribande con le quali ci hanno abituato per sistemare le questioni che riguardano i loro interessi petroliferi, strategici e sicuritari. Ma quando gli americani parlano di sicurezza nazionale bisogna stare attenti, perché la cosa potrebbe puzzare molto, così come il fatto che loro sono convinti che Maduro sia al vertice di un’organizzazione di narcotrafficanti! Roba da film hollywoodiano. Ma qui sia i testi recitati, sia la regia sono precisi, studiati in ogni dettaglio, in ogni immagine trasmessa e in ogni gesto per quanto sia menzognero e sfacciato. Maduro catturato viene fatto vedete ammanettato con sua moglie in una nave al largo del Venezuela, poi mentre scende da un aereo all’aeroporto di New York circondato da decine di agenti. Il pollo è stato preso con il suo tesoro e i suoi segreti. Trump ribadisce davanti alle tivù che l’azione è legittima e che non serviva un’approvazione del Senato per quell’intervento che secondo lui è una mera operazione di polizia per fermare un narcotrafficante. Insomma, si è detto tutto. Non serve nulla, perché tutto è stato fatto ed è stata una delle operazioni più moderne e sofisticate delle forze speciali americane, chiamate Delta. Trump aggiunge che il Venezuela ora è americano e il suo destino è nelle mani della Casa Bianca, ma a Caracas la Vice Presidente, appena insediata dopo la sua investitura dalla Corte Suprema condanna l’intervento americano e reclama la liberazione di Maduro in un contesto di sdegno e di confusione che connota il paese centramericano. Reggerà quel che rimane del Madurismo? Questa è la domanda che ci stiamo chiedendo. Sul piano internazionale la Cina e la Russia condannano l’aggressione, ma entrambe sanno che le forze speciali Delta possono intervenire sia a Pechino o a Mosca o altrove e prima o poi toccherà a loro e ai loro interessi e l’inerzia davanti alle violazioni del diritto internazionale non giova a nessuno e men che meno agli stessi americani che ora dopo l’aggressione al Venezuela possono aspettarsi qualunque azione simile e simmetrica da parte della Russia o di pecchino o di qualche altro paese deciso a regolare i contenziosi in corso con gli altri paesi con la stessa logica prevaricatrice. Ma ad ogni modo vi sono azioni e azioni, la questione del recupero di Taiwan da parte della Cina è più che legittima poiché questo paese è stato creato dagli americani in funzione anticinese, mentre l’annessione del Donbass e della Crimea da parte della Russia sono fatti che riguardano degli equilibri geopolitici ben noti a tutti. Lì le frontiere sono artifiziose e non sarebbero mai stati teatri di guerre fratricide se gli europei e gli americani non avessero tramato contro quelle nazioni. Che il Tycoon Trump, elevato oggi dai suoi come un profeta o come un Re al di sopra della legge abbia deciso di sottomettere l’America centrale e del Sud all’egemonia yankee come è stato già affermato oltre un secolo fa dalla dottrina Monroe questo la dice lunga sulle mire egemoniche poco chiare e democratiche della Casa Bianca. Quel che ci coglie al presente è un sentimento di rabbia e di sdegno, perché sentiamo che siamo presi in girò da un leadership mondiale criminale, servile e incapace. Attenderemo gli sviluppi della situazione con ansia e passione. Quello a cui abbiamo assistito non è l’avvento della libertà ma l’inizio del caos.

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