J'Accuse del 21 Gen 2019 l crisi diplmatica tra Roma e Parigi



L'abbiamo già anticipato ieri: le affermazioni di Di Maio non potevano non avere delle risposte dure da parte della Francia. Accusare Parigi di colonialismo e di essere la causa della povertà e del degrado in cui versano i paesi del Sahel e del Centrafrica che porta all’esodo di massa e alle crisi e chiusure a cui stiamo assistendo è roba da Hostaria e da persone che si vogliono insultare e farsi del male. Lo sappiamo benissimo quale il ruolo della Francia nella storia del continente africano. A Parigi interessano le sue risorse e il mantenimento del suo status quo in questi paesi. È una competizione vinta da Parigi da molti decenni, cioè da quando Roma capitolò durante la seconda guerra mondiale e lasciò le sue colonie e i suoi sogni di potenza coloniale. Vi ricordate il tempo in cui Mussolini rivendicava la Tunisia, Gibuti, Nizza e la Corsica e tanti altri territori. Il Mediterraneo era chiamato Mare nostrum e l’Italia non accettava che la Francia e men che meno la Gran Bretagna dominassero mezzo mondo e dettassero le sue leggi.  Oggi Dopo oltre sessant’anni d’intesa e di concordia in Europa, il ritorno dei nazionalisti e dei populisti sembra aver riattualizzato alcuni temi e alcune questioni che il tempo ci sembrava aver fatto dimenticare e dissipare dal pensiero e dalla mente dei governanti e dei popoli rispettivi. Se solo andiamo a vedere l’odio e l’astio delle campagne d’insulti in corso sui social contro Macron e l’establishment francese e europeo, rimaniamo sconcertati e agghiacciati dall’intensità e dall’ampiezza dell’odio e della sfiducia che serpeggia sulla rete e tra la sua gente. E la domanda da porci in maniera chiara e inequivocabile:

dove ci portano i nostri politici con quest’approccio avventato e questa politica antieuropeista?  

Sebbene l’Europa abbia bisogno di riforme profonde e urgenti, non era e non è assolutamente il caso d’adottare un approccio così sbagliato e deleterio. Ne esce fuori, come lo stiamo osservando, un quadro precario e insostenibile dell’Unione. L’irresponsabilità e la mancanza d’intelligenza politica sono alla base di questa crisi. I francesi dovevano riconoscere le loro colpe in Libia. Non lo hanno fatto. Gli italiani hanno altrettante colpe nel non aver impedito la caduta di Gheddafi. Insomma l’arrivo dei nazionalisti al governo a Roma complica assai le relazioni tra i due paesi. Salvini è visto come un pericolo per l’Europa. Se dovesse uscire vincente l’Asse del suo partito con il Fronte Nazionale in Francia, siamo davanti alla catastrofe in Europa. Ecco perché si cerca d’indebolire Macron con tutti i mezzi, anche con il sostegno dei Gilet Gialli. L’America di Trump e il Regno Unito assistono indifferenti, ma è una battaglia della democrazia e della libertà che riguarda tutti in un momento della storia in cui tutti fingono di non interessarsene. I prossimi giorni e settimane ce lo diranno con maggiore chiarezza.










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