J’Accuse del 19/04/2018 sul balletto dei partiti per la formazione del nuovo governo


J’Accuse del 19/04/2018 sul balletto dei partiti per la formazione del nuovo governo



Povera democrazia ballerina
Che all’inciucio si china
Afflitta e stuprata
Dai cortigiani addolciti
E i mediatori inviperiti
Povera democrazia ingrata!
E si domanda chi guarda…
Quanta gente ingorda?
S’infila nell’intrigante balletto
Il potere inebria e affascina
O anima triste e ballerina!
Vincerà il più bravo folletto…
Nel bel mezzo dell’arena
A ciascuno la sua pena
la sua cortigiana sorteggiata
dalla sorte ridente e beffarda
al bacio della morte rimanda
o alla dolce pena pateggiata





Chi pensava prima delle elezioni che Di Maio avrebbe corteggiato Salvini in un tira e molla appassionato e appassionante, chiedendogli in modo accorato di lasciare il suo alleato Berlusconi per formare un governo del rinnovamento?  Chi ha pensato che lo stesso Berlusconi, rassegnatosi alla logica del potere, ora propone un governo Centro-Destra- M5S alla faccia del voto popolare e di tutte le incoerenze che ne discendono? Chi ha pensato che persino ora il M5S, a detta del suo esponente cittadino Toninelli, si fosse convertito o si fosse amaramente rassegnato, come volete interpretarla, all’idea di un governo con il partito democratico, dopo l’ennesimo appello di Salvini?
E chi ha pensato infine che l’incarico esplorativo venisse dato proprio ad un esponente di Forza Italia, quella classe dirigente tanto criticata e osteggiata dai grillini. Tutto questo pareva fantascienza prima elle elezioni ma oggi è realtà. In verità però la colpa è nel peccato originario ossia nella scandalosa legge Rosatellum voluta proprio da Renzi e da una parte della destra. Questa legge fondata sul sistema proporzionale per l'80 e 20 sul maggioritario era finalizzata a far piombare il paese nel caos. Tutta questa situazione è stata studiata ad arte da chi ha voluto far passare una legge del genere, sapendo con certezza che il paese Italia sarebbe stato governato non da un governo autorevole e numericamente solido, ma da un coacervo di partiti eterogenei tutti in guerra contro tutti, in un bellum mnium contra omnes, dove i grandi partiti avrebbero contato nulla e i piccoli, paradossalmente avrebbero deciso loro le sorti di qualunque governo, ricattandolo e imponendo le loro condizioni a chi pensa legittimamente di dover governare il paese in virtù del consenso elettorale ottenuto.

In questo contesto così ripugnante e poco edificante, il paese attende la formazione di un governo, magari non per risolvere i gravi problemi sul tappeto ma per spartirsi le poltrone e consentire magari infine a questi parlamentari di tirare a campare per un’ennesima legislatura, iniziata come la precedente all’insegna dell’incertezza, ma proseguita fino alla sua fine naturale. Così, nella corrente democrazia parlamentare ogni scelta  innaturale conduce alla fine naturale d’ogni legislatura, volendo così demonizzare e allontanare qualunque ritorno alle urne. Ma proprio il ritorno alle urne, brandito dai notabili della Repubblica, fa da collante delle forze politiche che non vogliono affatto cedere tali poltrone appena guadagnate. Vincerà o perderà in questo modo la democrazia?

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