J’Accuse del 21/03/2026 sul Referendum confermativo della Riforma sulla Giustizia . Le Ragioni del NO e la grande battaglia politica che abbiamo di fronte
J’Accuse del 21/03/2026 sul Referendum confermativo della Riforma sulla
Giustizia . Le Ragioni del NO e la grande battaglia politica che abbiamo di
fronte
Le ragioni del NO alla Riforma sulla giustizia sono chiarissime e molteplici
e votare NO è così fondamentale e cruciale per la continuità della democrazia e
dello stato di diritto in Italia.
Prima di tutto va detto subito che la riforma non migliorerà affatto il
funzionamento attuale della giustizia in termini di raccorciamento dei tempi
dei processi e dell’efficienza e la deterrenza delle pene adottate. Quindi è
una riforma che mira a sottomettere la Magistratura al potere politico ossia
all’esecutivo per consentire ai politici e ai malavitosi di farla franca con i
processi e con i controlli che oggigiorno vengono fatti per garantire la
legalità e il rispetto delle leggi. Basti pensare a due casi in cui il
controllo della legittimità dei provvedimenti presi sia stato fondamentale per
ripristinare il diritto:
1.
La corte dei Conti ha rilevato, svolgendo le sue funzioni di controllo
sui progetti per la costruzione del Ponte di Messina, una previsione finanziaria insufficiente per la messa a punto dell’opera e ha quindi
bloccato i lavori, chiedendo al governo Meloni di fornire le coperture
richieste. La Premier Meloni ha pensato due volte prima di commentare, ma la
Corte dopo le prime critiche giunte dal furibondo Salvini, non hanno dato
seguito a nessuna contestazione in quanto il suo operato era impeccabile. Si è
detto dopo che erano i giudici a decidere e non il governo, ma la Corte ha
fatto solo il suo lavoro, perché progettare e costruire un Ponte implica lo
stanziamento delle risorse necessarie per la sua costruzione e non la
predisposizione della sola propaganda per un’opera inutile e dannosa per il
territorio.
2.
Meloni ha sprecato quasi un miliardo di euro per un’opera inutile e ideologicamente discutibile e antidemocratica, vale a dire i Centri in Albania sono stati considerati
dai giudici nazionali ed europei come illegali, in quanto hanno
riscontrato dubbi giuridici sulla definizione di "paesi sicuri"
d'origine, costringendo al ritorno in Italia dei migranti trasferiti.
Questi due casi dimostrano quanto sia stato fastidioso e impeccabile l’ordinario
lavoro dei magistrati che ovviamente devono applicare le leggi e farle
rispettare. Che ciò non piaccia a Meloni e ai suoi che sono tradizionalmente
anti giudici, sin dalla discesa in campo del loro padre politico Berlusconi,
questo è più che chiaro ed è la ragione principale per la quale con questa
riforma le destre estremiste eredi di Berlusconi e del fascismo vogliono snaturare
la Costituzione democratica italiana e riscriverla facendola somigliare in
qualche modo al ventennio fascista introducendo modifiche e limiti,
sconvolgendo così gli equilibri dei pesi e contrappesi previsti dalla nostra medesima
dai nostri padri e madri costituenti.
La riforma in oggetto è semplicemente un insulto alla democrazia. Se i giudici
fossero una casta lo sono anche i politici e l’intero sistema andrebbe
riformato mantenendo gli equilibri tra i poteri. Il fatto che si vuole come il
Ministro Nordio ha apertamente dichiarato: restituire il primato della politica
a quest’ultima, ci priva delle garanzie e delle tutele previste che vengono
svolte dai pubblici Ministeri e dai giudici, trascinando il sistema nella confusione
e in definitiva negli errori giudiziari e le ingiustizie di cui la riforma
della giustizia darà luogo se dovessero vincere i SI. Ecco perché mi rivolgo a
voi amiche e amici : votate NO per la democrazia e per l’Italia.
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