J’Accuse sull’aggressione
americano sionista alla Repubblica islamica d’Iran
Non vi è nessun dubbio che siamo di fronte all’ennesima violazione del
diritto internazionale da parte di due stati fuorilegge che ci hanno abituato
di considerarsi al disopra del medesimo, potendo contare sull’impunibilità e la
prepotenza ogniqualvolta essi avrebbero considerato che i loro interessi e la loro
sicurezza o quella dei loro alleati (paesi colonizzati e servi) fossero stati minacciati
da altri stati che hanno una politica estera divergente dalla loro o degli
interessi opposti ai loro e questo avviene in una regione medio-orientale che è
stata, sin dalla nascita dello stato ebraico nel 1948, connotata dai conflitti
e dalle guerre proprio per colpa di questi ordì d’ebrei fuorilegge che sono
giunti alla terra santa, Palestina, come migranti da paesi europei e arabi, con
il proposito di costituire un loro stato sulle macerie di quello palestinese esistito
e riconosciuto per decine di secoli e che per un’ingiustizia della storia nei
confronti dei palestinesi, giustificata, peraltro dalle ben note vicende del profeta Mosé
nel libro sacro Turat, doveva smettere di esistere e lasciare a loro lo spazio e
l’arbitrio di seminare complotti, guerre e miserie nei paesi arabi, aiutati in ciò
dai loro alleati occidentali che, in qualche misura, hanno visto nella
costituzione d’Israele e nel suo ruolo che si è man mano delineato nei decenni
passati come guardiano degli interessi occidentali e oppressori dei popoli
confinanti, una perfetta soluzione strategica e politica. Proprio il medio oriente
odierno è lo specchio di questo disegno diabolico e disumano dove tutti gli
stati sono stati sono stati piegati ai disegni imperialistici e agli imperativi
della leadership attuale di Tel-Aviv dall’Egitto del generale golpista, ai
paesi del Golfo, oramai diventati una colonia israeliana, all’Iraq dove gli
israeliani sin dalla caduta del regime di Saddam si sono infiltrati e non solo
controllano paese ma armano e sostengono la minoranza curda del nord affinché mantenesse
la sua totale autonomia dal governo di Baghdad, al Libano dove da sempre è stato
un campo d’invasione dove i loro generali hanno seminato morte e odio
inter-religioso ed etnico e per finire alla Libia e alla Siria dove sono
riusciti a rovesciare sia Gheddafi nel primo, lasciandoli un paese nel caos tra le
diverse fazioni, ed è questo il loro progetto per l’Iran, sia in Siria dove si
dice che l’attuale presidente, Abou Bakr Al Baghdadi, ex capo dell’ISIs, è un uomo
del Mossad, laureato a Gerusalemme in teologia islamica. Quindi a tutto questo
desolante mosaico che ruota attorno a Tel-Aviv, manca solo la resa e la
dominazione dell’Iran degli Ayatollah e di quello che presumibilmente a detta
degli americani e degli arabi affiliati ad Israele, rappresenta come minaccia
esistenziale a tutta la regione a guida israeliana con un primo ministro
dichiarato dalla Corte Penale Internazionale come criminale di guerra. Netanyahu
e il suo gabinetto sono ricercati dalla giustizia internazionale dopo il
genocidio di Gaza e nessun leader occidentale ha il coraggio di criticarlo o
condannare le sue politiche aggressive verso il vicinato. Pensate che razza di
leader democratici abbiamo oggi in Europa. Nessuno ha la dignità umana e
politica di dire basta! Nessuno riesce a parlare in modo razionale e libero, anche quando gli stessi interessi economici e commerciali sono sconvolti da un’iniziativa
bellica controproducente, illegittima e immorale. Questo schifo doppiezza morale
connota il nostro maledetto tempo dove il diritto è calpestato da un pugno di
sionisti che finanziano le campagne dei presidenti americani, compreso l’attuale,
facendo giurare sostegno incondizionato allo stato d’Israele e non alla costituzione
americana e la difesa dei veri interessi americani nel mondo, costringendolo ad
entrare in guerra senza nemmeno l’avallo del Congresso americano. Insomma, la
decisone di attaccare l’Iran è il prodotto di queste dinamiche di potere dove
le lobby ebraiche controllano le leve del potere anche a traverso tecniche e
ricatti costruiti ad arte. L’affaire Epstein ne è l’esempio più clamoroso. Si
dice che quest’ultimo sia stato addestrato dal Mossad e abbia agito su sue
istruzioni perché i video e i file delle persone coinvolte fossero usati nel
momento opportuno per conto d’Israele. Se Trump oggi si fa trascinare da
Netanyahu in una guerra d’aggressione contro uno stato sovrano che non vuole inclinarsi
davanti a Tel-Aviv, qualcosa di strano c’è. E la stranezza è che dei propositi
di Netanyahu gli americani non ne possono più sapere. Non si può più mettere al
servizio d’Israele l’esercito degli Stati Uniti d’America, perché i presidenti
vengono eletti con soldi delle Lobby ebraiche? E men che meno entrare in guerre
immorali che procurano tante miserie e tanti sconvolgimenti civili e politici.
Non sono bastati le lezioni dell’Iraq e dell’Afganistan? Non sono bastate le
promesse fatte alla base MAGA di risparmiare al paese guerre e coinvolgimenti
in conflitti che non riguardano interessi non americani. La verità è che Trump
sta tentando un’impresa di dominio e d’interventi fuori dalla cornice del
diritto internazionale. L’attacco dei regimi politici non allineati, l’appello
ai loro popoli alla rivolta e al caos, la loro sostituzione con personale
affiliato la dice lunga sui metodi criminali. Nel primo giorno dell’Attacco all’Iran,
le bombe hanno cetrato una scuola nel centro del paese uccidendo 153 bambine.
Le bombe intelligenti non esistono e men che meno le guerre giuste come afferma
il criminale Netanyahu. Possiamo discutere sulla legittimità o meno del regime
degli Ayatollah, sulle persecuzioni e sulle ingiustizie, ma ogni paese ha le
sue zone d’ombra, persino quelle monarchie feudali amiche che circondano la Persia
o quell’America che pullula d’ingiustizie e di disuguaglianze o infine, quell’Europa,
come ha detto Putin, che per secoli si è mangiato la carne dei popoli più
deboli per produrre e bruciare contraddizioni e speranze.
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