J’Accuse del 10 apr. 26 La Meloni e la fase 2, tra illusioni e bugie

 

J’Accuse del 10 apr. 26 La Meloni e la fase 2, tra illusioni e bugie

 




Ieri giorno importante per la democrazia parlamentare, perché segna il ritorno della Meloni in Parlamento dopo ben venti giorni dalla sonora sconfitta della sua riforma sulla giustizia. In sostanza è un discorso di propaganda 2 si direbbe e la frase chiave pronunciata ieri: “un Sì ti conferma e un No ti accende” è tutta allegorica e alludente al clima politico oggi nel belpaese. E’ come se avessimo detto: che tutta la gente che è andata a bocciare la riforma madre di questo governo aveva in mente di riaccendere questo governo e non di esprimergli il massimo dissenso, perché quando si scommette tutto su una politica e alla fine si perde, il perdente deve realizzare che qualcosa non va e che bisogna fare un passo indietro. Ora il discorso della Meloni alla camera era tutto incentrato sul fatto che Lei e le sue politiche e alleanze sono fuori discussione. Il “ Non condivido e non condanno!”, più volte ripetuto quando ella parla delle vicende incresciose della guerra in Medio-oriente, del genocidio palestinese, dell’aggressione al Venezuela e all’Iran, rimane di una vaghezza che schernisce il suo assertore, perché chiaramente vi è un’incoerenza di fondo tanto insultante quanto malefica. Davanti alle violazioni del diritto internazionale di cui la nostra Carta costituzionale si basa, il Presidente del Consiglio dei Ministri di qualunque schieramento sia deve avere la massima condanna, evitando equivoci e doppie interpretazioni. Basti pensare al genocidio dei palestinesi e al suo lunghissimo silenzio accompagnato dal rifiuto della condanna dell’attacco alle popolazioni civili e allo stop d’ogni collaborazione militare. Il nostro paese è stato il terzo fornitore di sempre di armi allo stato ebraico e le armi prodotte in Italia hanno concorso ad uccidere i bambini e civili palestinesi, cosa che la Meloni deve condannare, non condividere e fermare in virtù della Costituzione e della stessa identità democratica, pacifica e mediatrice della Repubblica italiana. Insomma Meloni ieri ha usato il palcoscenico della Camera e del Senato per attaccare i suoi oppositori, in primis Conte tirando fuori gli scheletri dagli armadi, rievocando la gestione del Covid e le accuse connesse ad esso fatte all’ex premier. Lo ha accusato di doppio giuoco con Trump, ma lui ha negato e respinto le sue accuse. Insomma se l’è presa con tutti i suoi interlocutori istituzionali, rei ovviamente di averla fatta perdere il referendum. Ma Meloni non sa che la vera opposizione è nel paese ed è costituita da chi paga le crisi con il proprio impoverimento e le tasse crescenti a causa delle guerre e di quelle stesse accise che lei aveva promesso di tagliare ma che rimangono in vigore fino ad oggi. Gli oppositori sono i lavoratori che vedono rubati i loro soldi con l'inflazione, i rincari e il crollo del potere d'acquisto; sono le famiglie penalizzate dal rialzo dei prezzi, dalla mancanza di lavoro e di opportunità per i loro figli che il governo Meloni non affronta con politiche economiche d'investimento sui giovani e sui mercati interne.  La vera opposizione sono i giovani che non la voteranno per un secondo mandato perché le Destre estremiste che governano l’Italia non solo si sono confermate antidemocratiche, eversive e settarie e direi pensano solo ad accentrare il potere e ad aumentare le pene e le censure contro la libertà e i diritti dei cittadini, ma si attaccano al solo potere per tramandarlo ai loro familiari e clienti politici, escludendo l’accesso alla politica la libera partecipazione dei cittadini. Lo stesso errore fecero le opposizioni dividendosi, chiudendosi, consentendo così l’ascesa e la conquista delle Destre estremiste al potere in Italia. Se gli affari dell’intero arco costituzionale vanno bene è perché i soldi pubblici che sono copiose e disponibili non lo sono per le strade e nella stessa vita sociale ed economica del nostro paese ed è per questo motivo che le stesse istituzioni devono agire con sobrietà e razionalizzare le loro spese, anche perché ne va di mezzo la loro credibilità e onestà davanti al paese. Li vediamo le tailleurs e gli sperperi della classe politica. Ora basta! Date al popolo quello che gli appartiene. La Fase 2 sia un ritorno alla democrazia e alla partecipazione, con una legge elettorale che escluda le truffe come quelle che hanno portato la Meloni a Palazzo Chigi con una coalizione che ha avuto il 27% dei totali dei voti. E’ una vergogna. Se la Giorgia cristiana e italiana avesse un mino d’amore e di rispetto verso questa nazione, si sarebbe già dimessa dopo la bocciatura di una riforma centrale del suo programma politico. Anche se le opposizioni non chiedono queste dimissioni, era giusto farlo. E lo sappiamo perché non le chiedono…, appunto perché sono incapaci e le loro divisioni alimentano il governo attuale.

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