J’Accuse del martedì 7 aprile 2026 le minacce di Trump di cancellazione dell’Iran, una tattica che non frutterà

 

J’Accuse del martedì 7 aprile 2026 le minacce di Trump di cancellazione dell’Iran, una tattica che non frutterà

 


secondo gli iraniani, Guardie della Rivoluzione la resa è disonore. Quello che Trump ignora è che questa gente non si arrenderà mai, perché ha una fede e dei valori che lui non ha.

According to the Iranians, the Revolutionary Guards' surrender is a disgrace. What Trump ignores is that these people will never surrender, because they have a faith and values ​​that he doesn't.


Quello che gli strateghi americani e israeliani non sanno o fingono di non sapere è il male che arrecano a tutta l'umanità con questa guerra contro l’Iran, partita nell’alba di un giorno d’inverno, allorché era in corso negoziato sincero, duro e aperto tra le parti nello stato dell’Oman, finalizzato a trovare un assetto politico e giuridico a tutte le questioni sul tavolo a partire dallo spinoso dossier delle centrali atomiche iraniane, capacità balistiche, sostegno alle minoranze sciite nella regione,  ecc… 

Insomma tutto si poteva immaginare a Teheran, tranne il cosiddetto attacco, la Pearl Harbor iraniana, una pugnalata al vertice, che consentito di eliminare le più altre cariche militari e politiche dell’Iran, ivi compreso la Guida spirituale Ayatollah Ali Hussaini Khamenei. Attraverso questa codarda e fellone aggressione ordita dal Mossad, Netanyahu e Trump pensavano di aver risolto il problema del regime iraniano e che esso sarebbe crollato come una Babele di carta. Invece no, nulla è cambiato, anzi il regime si è rafforzato superando questa dura prova che visto altri assassini eccellenti di personalità chiave nello stato e nella sicurezza del Paese. Questa resilienza e la reazione energica delle guardie della rivoluzione che hanno rasato al suolo le basi americane nella regione del Golfo e nello stato ebraico, che ha subito danni colossali, oltre alla conseguente chiusura dello Stretto di Hormuz attraverso il quale transita oltre il 20% dell’energia e petrolio usati nel mondo hanno determinato una frustrazione crescente negli ambienti americani e israeliani: vale a dire che la guerra finora disapprovata dalla maggior parte della Comunità internazionale, inclusi gli stretti alleati della Nato, che rimangono critici e indignati sul suo andamento, abbia determinato quest’atteggiamento caricaturale di un Hitler esasperato fino all’estremo di questo Presidente USA che minaccia di sterminare un’intera civiltà, se non avesse deposto le armi e accettato la resa incondizionata, dopo la Pearl  Harbor subita proprio da chi aveva già firmato in precedenza Accordi sul nucleare e oggi con lo stesso folle della Casa Bianca, li abbia rinnegati, a suo piacimento e per venire incontro con i mezzi militari impiegati senza consultare il Congresso americano, ad un stato genocida il cui esercito da tempo sta compiendo guerre e aggressioni finalizzati a creare il grande Israele e la tirannide più atroce e barbara mai vista nella storia dell’umanità. Insomma, attendiamo stanotte se il folle della Casa Bianca darà attuazione alle sue minacce. L’Iran ad ogni modo non potrà rinunciare a sé stesso e ai suoi diritti di popolo sovrano e libero di determinare il suo destino. Questa guerra è una guerra che oppone la tirannide imposta a Teheran e la libertà e la dignità difesa dagli iraniani ed il male contro il bene, la fede contro la barbarie e l’immoralità e in definitiva l’inciviltà contro i valori universali che l’intera umanità deve difendere a fare propri. Il silenzio, amici, è complicità con l’aggressore.

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