J’Accuse del 15/05/2026 la nuova legge elettorale il Cinismo antidemocratico di Meloni e delle Destre estremiste

 

J’Accuse del 15/05/2026 la nuova legge elettorale il Cinismo antidemocratico di Meloni e delle Destre estremiste


De la Croix, la libertà che guida il popolo


Finalmente dopo la storica e fatale sconfitta  della Meloni e del suo progetto politico anticostituzionale di sovvertire la Legge fondamentale ( Costituzione Italiana) e lo stesso equilibrio costituzionale trasformando la nostra Repubblica democratica e in una Repubblica delle banane, la sua maggioranza di governo, quel mucchio di Destre Estremiste e razziste, pare abbiano trovato l’accordo per cambiare la nuova legge elettorale in un sorta di ritorno dei loro progetti dalla finestra dopo che il popolo italiano li ha pienamente sconfessati votando chiaramente e largamente no alla madre di tutte le riforme, quella voluta e inseguita per decenni sulla giustizia.

L’impianto proposto è quello proporzionale, con una soglia di sbarramento al 3% per i partiti fuori dalle coalizioni. Uno sbarramento calcolato quasi dichiaratamente con una funzione tattica, sia per far fuori tutte le liste collegate alla Sinistra, sia per salvare l’amico più estremista di tutti il Generalino Vannacci. 

Il premio che andrà alla coalizione che superi il 40% è di 70 seggi su 400 alla Camera (ossia il 17,5%) e 35 su 200 al Senato: un premio sproporzionato in nome della “stabilità”, ed è chiaramente anticostituzionale. Esso calca esattamente la Legge voluta dalla Democrazia Cristiana nel 1953 la quale venne abrogata l'anno successivo perché richiamava alla dittatura fascista instauratasi nel 1925 con le stesse modalità da Mussolini . Tale progetto di riforma al pari dell'Italicum  che fu dichiarato dalla Corte Costituzionale parzialmente incostituzionale con la sentenza n. 35/2017 depositata il 9 febbraio 2017, punta alla formazione di governi, falsando la volontà popolare, fino a smentirla. Inoltre ed è questa lo scopo principale per così dire  del ritorno a traverso la finestra” di questi estremisti, perché  con soli 40% dei voti potranno, qualora la faranno franca come stanno pianificando eleggere quindi il prossimo Presidente della Repubblica. A ciò si aggiunge la cancellazione degli uninominali e l’introduzione del ballottaggio se nessuna coalizione supererà il 35%, aspetti tecnici che non aggiungono nulla a questa pericolosa progettualità eversiva. Invece, per quanto concerne la reintroduzione delle preferenze: Meloni nel 2014 qualificava “una vergogna” il fatto che non erano previste nell’Italicum. Se passerà questa riforma quindi, gli italiani ancora una volta voterebbero delle liste bloccate senza possibilità di scelta dei candidati e delle candidate che andrebbero a rappresentarli.

Altra norma pericolosa è quella di scrivere nel programma elettorale il nome del candidato o della candidata a Presidente del Consiglio, in questo modo la truffa è completa: si farà una riforma costituzionale senza riforma costituzionale e men che meno senza le maggioranze qualificate richieste e/o voto popolare, una bella scorciatoia verso il Premierato, una furberia Meloniana, tanto villana quanto antidemocratica. Così le Destre Estremiste riscrivono la storia e la costituzione senza passare per i canali e le procedure previste dalla Costituzione italiana. Ma, in conclusione, come ha detto Lo scrittore Gianrico Carofiglio, anche questa riforma sarà bocciata dalla Corte Costituzionale, perché è manifestamente anticostituzionale. Occorre, infine, una volta per tute impedire a qualunque maggioranza di cambiare la legge elettorale a distanza di un anno dalle elezioni politiche e non solo occorre anche che il Parlamento e le forze civili e culturali chiedano il varo di una legge che statuisca che per modificare una legge elettorale in vigore occorrono maggioranze qualificate, perché tramare contro la democrazia e il popolo in questa maniera cambiando la legge elettorale a suo piacimento e favore, e in maniera non condivisa, per rimanere in sella al potere come fa Meloni è chiaramente indice  d’inciviltà politica e indice di mancanza di rispetto verso il popolo italiano e la sua civiltà democratica.

Commenti