J’Accuse del giovedì 18 giugno 2026 sull’Accordo con l’Iran/ una Versailles simile a quella con la Germania del primo conflitto mondiale
J’Accuse del giovedì 18 giugno 2026 sull’Accordo con l’Iran/ una Versailles simile a quella con la Germania del primo conflitto mondiale
Sembra una farsa dopo tutto il macello che Israeliani e americani
avevano scatenato contro il regime Iraniano. La Peral Harbor iraniana di cui
gli stessi americani questa volta sono protagonisti attivi, non diede i risultati
auspicati, ovvero la caduta del regime e la rivolta popolare che i servizi occidentali
avevano appoggiato e finanziato. Anzi, la pugnalata alle spalle di Kamenei e
della leadership iraniana avvenuta nel corso di trattative con gli stessi pugnalatori, dimostrò la solidità dello stato iraniano e la sua forza a reagire
a qualunque offesa. Questa guerra è stata anche un fallimento per Israele che
non riesce nonostante tutta la potenza della sua aviazione a raggiungere i suoi
obiettivi, ossia la caduta del regime, la fine del programma missilistico e
nucleare sul quale l’Accordo resta vago, perché sebbene gli iraniani s’impegnano
a rinunciare all’arma atomica, essi mantengono la facoltà e direi la capacità
in ogni momento di sorprendere il mondo. La storia ci ha insegnato che gli
accordi per quanto siano impegnativi e formali, essi sono l’espressione di un
contesto politico e militare che rimane in continuo mutamento. Ricordiamoci dei
Trattati di Versailles firmati a seguito della prima guerra mondiale. Essi
posero una serie di sanzioni economiche e militari ossia vincoli di non facere,
tante limitazioni all'esercito tedesco, in termini di numero di truppe,
armamenti pesanti, smilitarizzazioni ecc… Essi, con la caduta della Repubblica
di Weimar nel 1929 e l’affermazione del Nazional Socialismo con Hitler nel
1933, caddero tutti uno dopo l’altro. Ora questa guerra a diversità del caso
tedesco nella prima guerra mondiale, non dà luogo ad un perdente o ad un vincitore
e men che meno ad un armistizio, ma ad un Accordo firmato a Versailles, anche
questa volta, in 14 punti o più che soddisfa da una parte le richieste iraniane
di sblocco dei fondi congelati e dall’altra si dice in maniera equivoca che se
Teheran riprende il suo programma nucleare, Washington scatenerebbe l’inferno
su di essa. La domanda qui è chiara: lo scaltro e furbo Netanyahu avrebbe
avvallato tale Accordo? Sono stati gli israeliani a non fidarsi degli Ayatollah
e a bombardare la loro leadership in un’alba di un giorno dove se lo aspettava
nessuno, perché le due parti avevano aperto un canale di dialogo nella capitale
dell’Oman. Le farneticazioni di Trump sull’accordo fatto da Obama sono indegne
e sanno di fallimento politico ed etico, perché proprio quell’accordo aveva una
natura vincolante per Teheran, più di quello di Versailles, in quanto prevedeva
dei controlli improvvisi e periodici e costringeva l’Iran al rispetto rigoroso del
medesimo, pena l’inasprimento delle sanzioni. Ma alla fine cosa avrebbero
portato la guerra e le sanzioni prima? Domandiamocelo da uomini sinceri e
leali? Nulla, ben nulla sennò la sfiducia e l’odio tra le due parti. Per
costruire un medio oriente democratico e pacifico bisogna ridare i diritti a
chi sono stati tolti, come nel caso dei palestinesi, smetterla di complottare
contro la sovranità dei popoli dell’Area con aggressioni militari periodiche
mosse da bugie o da mire egemoniche, risolvere la questione della coabitazione
rispettosa e pacifica degli ebrei e dei mussulmani in Palestina. I paesi arabi
sono in mano a regimi totalitari manipolati dalle cancellerie occidentali e la
questione della democratizzazione di tali regimi è strettamente legata a tale
pacificazione.
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