J’Accuse del 24/7/2026 la guerra in Iran o la fine dell’impero americano- Rivincita russa

 

J’Accuse del 24/7/2026 la guerra in Iran o la fine dell’impero americano- Rivincita russa

 

 



Che cosa mi rispondete se vi dico che gli americani stanno perdendo la guerra in Iran e che essa si sta trasformando, al pari della guerra tra Russia e Ucraina, in una guerra di logoramento, ma il peggio ancora è che se da una parte si stanno dissanguando l’economia e le finanze americane legate alla produzione dell’oro nero, poiché i petrodollari vengono stampate grazie proprio a questo patto tra arabi e Casa Bianca, dall’altra sono gli arabi del Golfo stessi  a realizzare che la loro partnership strategica con l’America sta al suo tramonto, con le loro economie bloccate, le loro difese annientate dai missili iraniani, assieme alle basi militari americane. In Bahrein, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Qatar, il conto alla rovescia è cominciato perché ogni escalation potrà, come già dichiarato da Trump, arrecare il colpo di grazia alle loro infrastrutture economiche e petrolifere e portarli proprio a quell’età della pietra che il furioso Presidente americano ha promesso a Teheran se ess non avrebbe firmato un deal che la spoglierebbe di tutte le sue capacità offensive e la renderebbe, in ultima analisi, alla mercé dell’Esercito israeliano del Mossad, così come è successo decenni prima all’Iraq, in Libia e Siria successivamente. Insomma, questi quattro mesi di guerra ci hanno fatto capire chiaramente che l’Iran gode di una solidità e organizzazione statuale, oltreché di una forza militare crescentemente sorprendente che né gli intensi bombardamenti congiunti americano-israeliani, né i complotti e le manovre segrete sono riusciti a piegare. In qualche modo il paese degli Ayatollah si era preparato per decenni a questo confronto e le sue riserve militarie la stessa determinazione del suo esercito sono una chiara conferma. Quello che intimorisce ora gli strateghi americani è che dopo la distruzione dei Radar e le basi militari americani in tutto il golfo, la disfatta dei loro piani militari e il rovesciamento delle loro previsioni dovuto alla grande resistenza dimostrata degli iraniani, il proseguo nell’escalation voluto e annunciato da Trump è un suicidio degli americani e la fine del loro impero e di quell’era dei belli e facili petrodollaro che potevano stampare senza badare a spese, finanziando così la loro stessa esistenza. La chiusura dello stretto Hormuz e quella conseguente di Bab El Mandeb saranno quella morsa che piano piano incendierà non solo le economie dei paesi di tutto il mondo ma potrà portare indubbiamente a degli sviluppo imprevedibili e truci per l’intera Comunità internazionale. L’Ucraina, una sporca guerra voluta da Biden e dagli Europei per un allargamento insolente e innaturale, direi, verso i confini della Russia,  si è trasformata oggi in un pantano che sta snaturando la stessa identità democratica, incapace di autodeterminarsi dagli imperialismi vigenti e di ridarsi un nuovo slancio politico e culturale che salvaguardi le sue conquiste. Ma la corresponsabilità di tutti sati e popoli è evidente. Alle società civili nelle forme ed espressioni politiche e culturali il compito oggi di ribaltare questo destino infame e deleterio in cui l’hanno trascinata una classe politica servile e fallimentare. Analogamente a questo desolante conflitto, la guerra dell’Iran è diventata per così dire l’altro cortile dove gli stessi protagonisti rei nel conflitto ucraino si stanno confrontando in una guerra aggressiva e ingiusta, voluta dagli Israeliani, veri registi e padroni non solo del Medio oriente attuale, ma di tutto quello che conta a livello politico e finanziario nel mondo.

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