J'accuse del 4 settembre La repubblica delle marionette: Isteria di regime, Decreto flussi e altre storie di ordinaria realtà

J'accuse del 4 settembre La repubblica delle marionette: Isteria di regime, Decreto flussi e altre storie di ordinaria realtà






Squillino le trombe, rullino i tamburi e si accendano i riflettori di Mamma RAI. Oggi, nei TG nazionali va in onda la glorificazione del Regime del Sorriso: il Governo Meloni celebra ufficialmente il suo record come il più longevo della storia repubblicana. Un'anomalia statistica che i megafoni di Stato ci vendono come "stabilità d'acciaio", ma che all'occhio cinico del cittadino appare per quello che è: il trionfo dell'immobilismo patriottico, un indice spaventoso di totale mancanza di progetti politici e di dialettica.
Mentre l'italiano medio sonnecchia davanti allo schermo, cullato dalle ninne nanne dei conduttori televisivi, dietro le quinte del potere va in scena una parodia che nemmeno la commedia all'italiana dei tempi d'oro avrebbe saputo sceneggiare. L'estrema destra nostrana è in preda a una crisi isterica d'altri tempi, vittima di quella classica ebbrezza da potere che fa perdere il contatto con la terraferma.
Tajani e l'uso politico del pretesto delle interferenze Russe
Diamo un'occhiata ai figuranti di questo teatro dell'assurdo. Da un lato abbiamo Matteo Salvini, un moderno Capitan Fracassa aggrappato al timone di una Lega ormai ridotta ai minimi storici. Nonostante il fallimento evidente del suo progetto politico e le grida interne che gli intimano un cortese "passo indietro", lui si atteggia ancora a padrone assoluto del vapore. Un sovrano senza regno che dà ordini a una flotta di fantasmi.
Dall'altro lato, Antonio Tajani si improvvisa capo del controspionaggio, gridando un giorno sì e l'altro pure alle "interferenze russe" nella politica italiana. Nel mirino c'è il neonato partito del Generale Roberto Vannacci, accusato – a torto o a ragione – di essere la succursale di Vladimir Putin in Italia. E cosa fa la nostra Premier, Giorgia Meloni? Trama, tesse la tela, muove le leve del sottogoverno per delegittimare il Generale dissidente, terrorizzata dal fatto che quest'ultimo stia arruolando nelle sue fila nientemeno che militari in carriera del nostro esercito.
Vedere dei militari che si organizzano per fare politica in Italia fa venire i brividi. Quando chi indossa la divisa comincia a pensare di scalare il potere, significa che considera la democrazia inadeguata ai propri "valori". E sappiamo bene quali siano questi valori: un'eco sbiadita (ma non troppo) di quel nazismo e populismo che si sta rigenerando in tutta Europa, con crociate pronte contro nemici veri o presunti. Il Generale, d'altronde, sembra non ricordarsi del suo idolo, il Duce, che mandò oltre duecentomila italiani a morire di freddo in Russia per le sue velleità militari. Se Totò tornasse in vita oggi, davanti a questa destra nostalgica e sconclusionata, sentenzierebbe fulmineo: "Ricostituiamo il partito fascista e fate la marcia su Repubblica!"
Il paradosso della "Remigrazione" e il Mezzo Milione Fantasma
Ma il capolavoro assoluto dell'ipocrisia governativa si consuma sul terreno della propaganda migratoria. Da una parte, le frange più agguerrite di questa destra delirano di "Remigrazione" – una forzatura burocratica dal retrogusto sinistro, che mira a cacciare i migranti regolari attraverso minacce velate, ricalcando i tempi bui della Germania nazista.
Dall'altra parte, la realtà schiaffeggia la propaganda. Nessuno venga a raccontare frottole agli italiani: il governo che ha costruito la sua intera fortuna sullo slogan "Prima gli italiani!" ha varato un Decreto Flussi che spalanca le porte a quasi mezzo milione di lavoratori stranieri nei prossimi tre anni. Cinquecentomila ingressi legali. Roba da fantascienza se ripensiamo ai proclami da spiaggia e ai blocchi navali promessi nei comizi. Le pecore inferocite della propaganda si scoprono così pastori pragmatici della manodopera d'importazione.
Don Chisciotte e il letargo delle opposizioni
Se la destra balla sul Titanic della propria isteria, le opposizioni non sembrano stare meglio. Si sono presentate alle scorse elezioni frammentate, ciascuna convinta, come tanti Don Chisciotte isolati, di poter sconfiggere da sola un intero esercito. Ma l'esercito di pecore, oggi, è agguerrito e pieno di idee malsane. E mentre il paese reale soffre, Giuseppe Conte ed Elly Schlein passano il tempo a dividersi sui programmi e a litigare su chi dovrà guidare la coalizione nelle prossime politiche.
Così non può andare, amici delle opposizioni. Svegliatevi dal torpore! Smettetela di mandare armi all'Ucraina e tornate a parlare alla gente dei problemi della gente: parlate di diritti, di giovani senza futuro, di salari da fame, di difesa dell'ambiente, di evasione fiscale e di lotta alla criminalità organizzata. Parlate della lotta ai privilegi e alle caste. Se farete questo, la forza del popolo spazzerà via la tirannia strisciante della destra e partiti improvvisati si scioglieranno come neve al sole.
È proprio grazie alla libertà e alla democrazia che questa destra spocchiosa ha avuto il diritto di esistere e di governare. Ma ironicamente, usa quella stessa libertà per cercare di distruggere gli ideali democratici che hanno fatto grande questo Paese nel mondo.
Come diceva il grande Montesquieu nel suo Lo spirito delle leggi:
"La libertà politica non consiste affatto nel fare ciò che si vuole. In uno Stato, vale a dire in una società dove ci sono delle leggi, la libertà è il diritto di fare tutto quello che le leggi permettono; e se un cittadino potesse fare quello che esse proibiscono, non vi sarebbe più libertà, perché tutti gli altri avrebbero del pari questo potere."
Chi detiene il potere oggi farebbe bene a rileggersi la storia, prima che la storia si dimentichi di loro.

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