J'Accuse del 25 agosto Il Vicolo Buio della Democrazia Italiana: Tra Crisi di Rappresentanza e Devozione di Partito

 J'Accuse del 25 agosto Il Vicolo Buio della Democrazia Italiana: Tra Crisi di Rappresentanza e Devozione di Partito

Un dipinto del pittore Jean Joseph François Tassaert (1765-1835) nel quale è raffigurato l’arresto di Robespierre nel 1794

5) nel quale è raffigurato l’arresto di Robespierre nel 1794
L'Asimmetria delle Democrazie Occidentali
Le democrazie occidentali non sono nate uguali. Il loro sviluppo nei secoli passati è stato asimmetrico e diseguale, profondamente influenzato dalle culture locali e, troppo spesso, da una congenita slealtà partitica. Nelle democrazie parlamentari, e in quella italiana in particolare, il mito del bipolarismo si è tradotto nei fatti in un "finto bipolarismo". La realtà descrive governi di coalizione perennemente ostaggio di dinamiche interne e mercanteggiamenti per le poltrone ministeriali, frequenti cambi di casacca e ribaltoni.
Il paradosso strutturale è evidente: il leader dell'esecutivo diventa quasi sempre espressione del partito che ha ottenuto più voti all'interno della coalizione vincente, togliendo di fatto al popolo la facoltà di indicarlo direttamente. La scelta, così come la successiva revoca o deposizione di qualunque Primo Ministro, resta un affare privato dei vertici di partito.
Disaffezione e Mancanza di Legittimità
In questo scenario di democrazia malata e distante dalla reale volontà popolare si inserisce il fenomeno più preoccupante dei nostri tempi: l’astensionismo di massa e la disaffezione radicale alla politica. Quando i cittadini smettono di votare, la figura del leader perde la sua naturale legittimazione politica. Il potere politico, privato della base popolare, si rifugia nella demagogia e nella propaganda ideologica, allontanandosi dai problemi concreti del Paese.
Il caso del governo Meloni rappresenta un esempio plastico di questa dinamica. Il partito di maggioranza relativa ha ottenuto il consenso di appena il 15% sul totale degli aventi diritto al voto in Italia. Eppure, in quanto prima forza della coalizione, la sua leader ha ricevuto l'incarico dal Presidente Mattarella. Se la legge elettorale avesse imposto alle coalizioni l’obbligo di indicare chiaramente un leader comune prima del voto, prescindendo dalle propagande di parte, il corpo elettorale avrebbe risposto in modo diverso. 
Ad aggravare il quadro vi è l'errore delle opposizioni, presentatesi frammentate alle ultime elezioni politiche. Questa divisione ha spalancato le porte di Palazzo Chigi alle destre estreme, rimanendo come una pietra miliare di irresponsabilità politica: quando gli interessi di bottega superano il bene comune, la democrazia scivola in un vicolo buio.
Le Regole del Gioco e i Moniti della Consulta
Per funzionare e includere i cittadini, la democrazia parlamentare necessita di regole trasparenti. Serve una legge elettorale che permetta la scelta degli eletti direttamente dalla base e non tramite liste bloccate decise dalle Segreterie. Inoltre, i premi di maggioranza non devono essere eccessivi per non alterare artificialmente il verdetto delle urne.
La storia istituzionale italiana è esplicita su questo punto. La Corte Costituzionale ha già bocciato i principali sistemi elettorali del passato:
  • Il "Porcellum" (Legge n. 270/2005): Dichiarato parzialmente incostituzionale con la storica sentenza n. 1/2014 per la mancanza di preferenze e il premio di maggioranza sproporzionato.
  • L' "Italicum": Anch'esso censurato dalla Consulta per i medesimi eccessi di distorsione democratica.
I governi che nascono da questi sistemi distorti tendono ad essere fortemente ideologizzati, arroccati sugli slogan e inclini a riforme di stampo autoritario volte a conservare il potere, come la bocciata riforma sulla giustizia e i tentativi in corso di modificare l'attuale legge elettorale per blindare la fine della legislatura.
La Necessità di un Nuovo Personale Politico
Sia essa parlamentare o presidenziale, la democrazia non vive di sole regole, ma delle persone che le applicano. Occorre una classe dirigente rispettosa delle istituzioni, trasparente nei programmi e chiara nell'indicazione delle leadership di coalizione. Il campo delle opposizioni sembra oggi muoversi in questa direzione, avendo compreso l'errore storico e imperdonabile della frammentazione che ha consegnato il Paese a Meloni e Salvini.
La sopravvivenza stessa del sistema democratico dipende dalla capacità di ritrovare pesi e contrappesi efficaci. Come ricordava Maximilien de Robespierre nei suoi discorsi sulla Costituzione e sull'equilibrio dei poteri, la virtù pubblica è l'unico motore della democrazia: per preservare la libertà dei cittadini, le istituzioni devono saper allontanare i corrotti e bloccare coloro che tramano nell'ombra per sovvertire i principi dell'uguaglianza e della sovranità popolare.

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