Speranza nel petto
Tintoretto, San Marco salva un saraceno dal naufragio, 1562-1566, olio su tela, cm 396×334, Gallerie dell’Accademia, Venezia
Quella speranza che mi aveva placato il petto
Mi aveva dato solo un effimero sollievo
A cui è succeduto il dolore consueto
Ed era quella la morsura che avevo
Allo specchio di me stesso, di fronte
Di verità che ne ha cuore e fonte
Ma in un baleno quel che non attendevo
Si è fatto ombra e luce, tempesta, vivo e parlante
Come mille specchi e ciascuno è una perla parlante
Dietro a quel sipario trasparente riflettevo
Anche io d’amore e di pietà terrene
Tra beati e anime serene
Allora mi accorsi che erano privi di rilievo
Come vite in un mondo senza orologi
Avevo da fare sentieri per avere i loro elogi
Guardai le stelle che negli occhi riflettevo
E nel cuor un nome echeggiò come un verso
La beatitudine sognata è nell’universo
In un sorriso sereno che annuivo
Dietro al mio cuor e al mio intelletto
E il tempo fermo al periodo dolcetto
Perciò sento or ora l’allievo
Che guarda commosso innamorato
Ogni perla dal cuor immacolato
Sente la verità e quel sollievo…
Se non tocchi con ma la mano
Di chi sente ogni desiderio umano
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