J'Accuse del 30 ottobre Lettera a Salvini per il disegno legge "anti-maranza" Un capolavoro di discriminazione e d'inciviltà giuridica e costituzionale

 Egregio Ministro Matteo Salvini,







Le scrivo per esprimerle la mia più sincera, quasi commossa ammirazione per la sua ultima, imprescindibile fatica legislativa: il celeberrimo disegno di legge "anti-maranza" per revocare o negare la cittadinanza agli immigrati. Un vero capolavoro di pragmatismo giuridico, specialmente se si considera che, durante la presentazione alla stampa, lei stesso ha candidamente ammesso di non saper definire giuridicamente cosa sia un "maranza". Proporre leggi su fenomeni che non si sanno spiegare è il segno distintivo dei veri statisti contemporanei.
Mentre l'Italia arranca tra inflazione, salari da fame, una sanità pubblica al collasso e infrastrutture che gridano vendetta, è confortante sapere che la priorità del Vicepremier e Ministro delle Infrastrutture sia inseguire i mulini a vento di una sicurezza immaginaria, costruita ad arte per racimolare qualche voto. Da perfetto Don Chisciotte della politica, si è inventato giganti cattivi dove ci sono solo problemi sociali complessi che richiederebbero, purtroppo per lei, soluzioni serie e non slogan da social network.
Ci permetta un consiglio fraterno: invece di sprecare energie in crociate anacronistiche e discriminatorie, si occupi di problemi reali. O, se proprio le avanza tempo, si dedichi alla cura della sua persona e del suo "bruttone" aspetto, che forse trarrebbe più beneficio da un po' di riposo lontano dai riflettori rispetto a quanto il Paese tragga beneficio dalle sue idee.
La sua ingombrante presenza all'interno del governo nazionale è ormai diventata un orrore politico e culturale difficile da digerire. State tranquillo, Ministro: l'uso arbitrario, strumentale e profondamente antistorico che fa del suo potere non durerà per sempre. Ci occuperemo noi, democraticamente ma con assoluta fermezza, di toglierle quella poltrona su cui si è così comodamente adagiato.

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