J'Accuse del 9 ottobre 2026 Il "Melonellum" è legge: l'olio di ricino diventa digitale e lo squadrismo si fa parlamentare

 Il "Melonellum" è legge: l'olio di ricino diventa digitale e lo squadrismo si fa parlamentare





L'era della democrazia recitativa tocca il suo apice. Con un colpo di mano da manuale della perfetta repubblica delle banane, la Teatrante della Garbatella, visibilmente fuori senno e ormai fuori dalla storia, ha incassato il via libera definitivo alla sua sesta legge elettorale: il Melonellum (ribattezzato "Stabilicum" dall'Istituto Luce di Viale Mazzini). Una vera e propria Legge Truffa che riesce nel capolavoro di raggirare gli italiani e, al contempo, aggirare con spudorata disinvoltura le rigide procedure previste per le riforme costituzionali.
Il varo del provvedimento è avvenuto blindando l'Aula della Camera con il voto di fiducia, ma lo spettacolo vero si è consumato sugli scranni di Montecitorio. In pieno stile squadrismo evoluto, il partito dei Fratelli maledetti ha schierato in alto delle vere e proprie "sentinelle" per controllare capillarmente il voto dei propri deputati. Una vigilanza asfittica dove il pensiero critico e la libertà di scelta sono negati, pena l'esclusione. L'antico olio di ricino si è così evoluto nel linguaggio offensivo odierno, sdoganato pubblicamente e amplificato da una RAI ridotta a megafono di regime, dove ogni imposizione viene dipinta come benefica e necessaria per il paese. Viene alla mente la celebre massima di Totò nel film Gli onorevoli:
"Per prendere i voti bisogna promettere, promettere... E poi, se l'elettore insiste, minacciare!"
Il Premierato di fatto e lo schiaffo alla Costituzione
Il nocciolo della truffa sta nei numeri e nei meccanismi di sottomissione parlamentare ideati per venerare il Capo, rispecchiando la cultura interna di un partito in cui lei detta la linea senza rivali e senza alcuna dialettica democratica.
Parametro del MelonellumMeccanismo e Criticità
Quorum per il PremioFissato alla soglia del 42% dei voti validi.
Il Premio di MaggioranzaUn pacchetto blindato di 70 deputati e 35 senatori alla coalizione vincente.
L'Impatto IstituzionaleConfigura un Premierato di fatto, esautorando il Parlamento e aggirando le riforme costituzionali ordinarie.

Il sistema della scheda con l'indicazione del leader realizza un superamento strisciante del sistema parlamentare, che per Costituzione affidava alle Camere la formazione delle maggioranze. Meloni afferma che le prerogative del Quirinale rimangono invariate, prendendo spudoratamente per i fondelli la logica. Di fatto, viene svuotato l'Articolo 92 della Costituzione, il quale affida alla piena e libera discrezionalità del Presidente della Repubblica la nomina del Presidente del Consiglio.
Eppure, il Consiglio Europeo aveva esplicitamente ammonito l'Italia mesi prima delle elezioni, definendo i tentativi di manipolazione delle leggi elettorali come un'alterazione delle regole del gioco democratico e un ostacolo al principio dell'alternanza al potere. Ma la destra estrema, che ha usato la democrazia solo come scala per arrivare al potere, ha preferito sfidare le istituzioni internazionali.
I tempi sono duri. Per le opposizioni parlamentari è l'ora della svolta, della raccolta delle forze e della scelta di un unico portavoce per arginare questa deriva autoritaria. La speranza è che il Presidente della Repubblica e la Corte Costituzionale diano il colpo di grazia a questa legge, dichiarandola incostituzionale come già avvenuto per i suoi tragici predecessori.

Riferimenti bibliografici e note critiche
  1. Articolo 92, Costituzione della Repubblica Italiana: "Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri." La dottrina costituzionalista evidenzia come l'indicazione vincolante del Premier sulla scheda elettorale riduca l'atto di nomina del Capo dello Stato a un mero adempimento notarile.
  2. Appello dei 140 Costituzionalisti, "Torniamo alla Costituzione": Documento collettivo in cui si denuncia l'illegittimità di un premio di maggioranza automatico scattante al 42% senza un secondo turno di ballottaggio, configurando la stessa distorsione democratica già sanzionata dalla Corte Costituzionale nelle sentenze sul Porcellum (Sent. n. 1/2014) e sull'Italicum (Sent. n. 35/2017).
  3. Commissione di Venezia (Consiglio d'Europa), Linee guida in materia elettorale: Rapporti e raccomandazioni stabili che condannano le riforme elettorali repentine approvate a ridosso delle scadenze di voto o a colpi di maggioranza, in quanto alterano la parità di condizioni (level playing field) tra le forze politiche.
  4. De Curtis, A. (in arte Totò), citazione satirica tratta dal film cinematografico Gli onorevoli (1963), regia di Sergio Corbucci, satira sui costumi politici e sulle dinamiche del consenso elettorale in Italia.

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